Rimini sottovoce, di Alberto Cristofano
  Scandali silenziosi
 
Parlo della storica sede Inam o "della mutua", come la chiamano i riminesi, ovvero l'edificio dell'Asl sulla circonvallazione nei pressi del ponte di Tiberio, destinato alla demolizione, a quanto pare.

Alcuni anni fa, sono stati fatti lavori di ristrutturazione. Quanto è stato speso? Il governo riduce i finanziamenti per la Sanità, a Rimini si sprecano i soldi così? Prima i lavori, poi la demolizione. Credo che la situazione sia a dir poco scandalosa. Soprattutto nel presente contesto economico.
La demolizione della sede ex Inam è legata ad un altro "motore immobiliare". Sul "Sole-24 Ore" di domenica, è apparsa un'inchiesta riassunta in prima pagina da questo titolo (che dice già tutto): «IMMOBILI. In Italia privati in fuga dagli investimenti». Credo che anche a Rimini si debba discutere di questo aspetto che diventerà inevitabilmente fondamentale per ogni futura iniziativa da decidere a livello politico.

Rimini purtroppo sembra progettare il suo futuro senza conoscere i numeri dell'economia locale e globale. Si ipotizza uno sviluppo, non una recessione, con l'idea del cemento da colare dovunque. Ma gli esperti dimostrano che quella degli amministratori riminesi è un'illusione.

Ha scritto Domenico Siniscalco: "Non siamo alla fine del mondo. Quasi certamente siamo alla fine di un mondo". Ricordiamocene anche per il futuro di Rimini

Alberto Cristofano
Rimini




Commenti su questa pagina:
Commento di:17/07/2008, 16 04 11 (UTC)
antoniomontanari
antoniomontanari
Offline

Ho letto il suo testo e l'ho citato allargando il discorso sul tema

Lo riprendo anche qui sopra.

Sanità e cemento
Ho ricevuto un commento ad un mio precedente post, "Fame e lavoro". In questo commento si parla di una vicenda locale molto interessante: un vecchio edificio della Sanità pubblica appena restaurato e destinato alla demolizione.
Aggiungo altri dati non presenti in quel commento. Quando fu fatta balenare la prima ipotesi di demolizione dell'edificio, il capo della Sanità pubblica locale fornì dati statistici sottodimensionati. Ovvero parlò di 50 (cinquanta) utenti al giorno. Questi dati non corrispondono alla massa di lavoro che è svolto in quella sede.

Come qualunque cittadino può constatare se va a ritirare i referti alla guardiola. Non riporto dichiarazioni del personale fatte privatamente a persone private come gli utenti.

Quale cittadino, qualificandomi con nome e cognome, qualche mese fa telefonai all'Ufficio stampa della Sanità pubblica per sapere l'ammontare del costo dei lavori compiuti, e che adesso andrebbero a finire nel nulla con la demolizione dell'edificio. Non potei conoscere quella cifra, in cambio mi fu chiesta la motivazione di tanta curiosità.

In breve, perché quello storico edificio in pieno centro storico dovrebbe essere demolito?
Per aprire il fossato quattrocentesco attorno alla Rocca malatestiana, Castelsismondo, bisogna spostare il mercato ambulante bisettimanale dalla piazza dello stesso castello. Dove metterlo se posto non c'è? Idea! Buttiamo giù la "mutua" postbellica e un vecchio asilo, e lì trasferiamo il mercato ambulante. Ma ciò impedirebbe il transito veicolare dal ponte di Tiberio alla Rocca. Altra idea!! Spostiamo anche il traffico: nelle vie interne. Nella zona di queste vie interne dovrebbe però sorgere qualche nuovo "motore immobiliare"...

Alla fine c'è la domanda che il lettore ha fatto nel suo commento: il mercato edilizio riminese è in grado di sopportare tutto ciò, con questi chiari di luna?
Rimini va avanti tranquilla. Forse la risorsa del "riciclaggio" meriterà una depenalizzazione da parte del governo. Ed allora tutti a Rimini, maggioranza ed opposizione, saranno felici e contenti.

[Anno III, post n. 225 (602), © by Antonio Montanari 2008]

Commento di Kaylee( assem.hedayatusask.ca ), 16/02/2012, 06 06 38 (UTC):
Hey, that's a cleevr way of thinking about it.



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