Rimini sottovoce, di Alberto Cristofano
  Occhio alla borsa. Della spesa
 
Politici ed economisti, per spiegare la crisi finanziaria nata negli Usa, hanno illustrato meccanismi e problemi legati al mondo della borsa e delle banche. La conoscenza tecnica degli addetti ai lavori non serve granché a chi deve andare a comprare cibo od indumenti indispensabili per la famiglia. I politici hanno perso un'occasione d'oro: dovevano far capire alla gente che il futuro dell'economia non dipende soltanto dalle scelte dei governi o delle società finanziarie, ma soprattutto da tutti noi.
Se i signori del governo e dell'opposizione avessero letto le cronache di quello che alla gente comune sta succedendo negli Usa, avrebbero potuto trovare uno spunto per parlare alla testa delle persone, non soltanto alla loro pancia, come suol dirsi.
Negli Stati Uniti la gente ha speso troppo, si è indebitata non soltanto per comprare case od auto, ma è stata costretta a fare altri debiti per pagare gli interessi sui debiti precedenti. E tutto questo per quel meccanismo delle "carte di credito" che ha rivelato (finalmente) tutta la sua pericolosità. Nel mondo americano non ci sono le protezioni sociali di quello europeo, e la crisi dei fondi pensione lascerà senza alcun assegno non so quante persone.
Quello che è avvenuto negli Usa, all'insegna del compra oggi e paghi domani, è successo anche in Italia. E proprio a Rimini il fenomeno è stato ufficialmente denunciato dall'assessore Vitali, nelle sue drammatiche conseguenze per un sempre più alto numero di famiglie coinvolte.
I politici avrebbero dovuto dire agli italiani che non basta guardare alla borsa di Milano, ma occorre soprattutto tenere d'occhio la borsa della spesa. La speculazione può impoverire un alto numero di persone adescate da investimenti pericolosi nelle premesse e rovinosi nelle conseguenze. Ma lo spreco può anche porsi come altra causa di guasto economico. Alla perdita del controllo nella gestione famigliare quando si deve bussare all'aiuto pubblico o di istituzioni caritatevoli, s'accompagna uno scompaginamento della situazione generale.
Sarebbe stato utile che l'informazione televisiva avesse dato spazio a voci che hanno già raccontato su alcuni quotidiani, qual è la vita delle persone rovinate negli Stati Uniti dal "fascino perverso" delle carte di credito. Ma ciò era impossibile, con la pubblicità alle stesse carte di credito sui teleschermi, e  per l'alleanza fra gestione politica dell'informazione e mondo della finanza.





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